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ARTICOLI >> STORIA DEI CALENDARI -
GREGORIANO

Durando approssimativamente l'anno giuliano 11 m e 14 s più che l'anno
tropico, accumula un errore di un giorno ogni 128 anni. In 1477
l'equinozio di primavera si era affrettato al 11 di marzo. Alla Chiesa
preoccupò questo errore che colpiva la celebrazione della Pasqua di
Resurrezione ed altre feste movibili che dipendono da lei.
Attualmente si definisce la domenica di Resurrezione per la Chiesa
Cattolica della seguente maniera, da quando si stabilì il Calendario
Gregoriano,: è quell'in cui la Chiesa celebra la Pasqua di Resurrezione
del Sig. che è la domenica immediata al primo plenilunio dopo il 20 di
marzo. Ma durante la storia è esistito gran controversia a questo
rispetto.
Secondo il Nuovo Testamento, Gesù fu crocifisso nella vigilia della
Pasqua ebrea e tre giorni dopo resuscitò. Quindi, la festa di Pasqua
commemorava la resurrezione di Gesù Cristo. Col tempo, sorse tra i
cristiani una seria differenza sulla data dalla festa di Pasqua di
Resurrezione. Quelli di origine ebrea celebravano la resurrezione a
continuazione della Pasqua che cadeva nella notte della luna piena secondo
il suo calendario lunare babilonese, il quattordicesimo giorno del mese di
Nisan, primo mese dell'anno,; per il suo accomodamento, la Pasqua di
Resurrezione cade in differenti giorni dalla settimana di un anno ad un
altro.
Tuttavia, i cristiani di origine non ebreo volevano commemorare la
resurrezione il primo giorno della settimana liturgica: la domenica;
secondo il suo metodo, la Pasqua avrebbe luogo lo stesso giorno della
settimana, benché di un anno ad un altro cada in differenti date.
La conseguenza della differenza nell'accomodamento di questa data fu
che le chiese cristiane di Oriente che stavano più prossime al posto di
nascita della nuova religione ed avevano alcune tradizioni più
consolidate, celebravano la Pasqua di Resurrezione secondo la data della
festa della Pasqua ebrea. Le chiese di Occidente, discendenti della
civiltà greco-romana, invece celebravano la Pasqua di Resurrezione in
domenica.
Constantino I, imperatore romano, convocò il Concilio di Nicea
nell'anno 325. Il Concilio decretò all'unanimità che la festa di Pasqua di
Resurrezione si celebrasse in tutto il mondo cristiano la prima domenica
dopo la luna piena seguente all'equinozio di primavera, e se la luna piena
fuori in una domenica e coincidesse con la festa di Pasqua ebrea, la
Pasqua di Resurrezione dovrebbe commemorarsi la domenica seguente. Così si
evitava la coincidenza delle feste di Pasqua di Resurrezione e della
Pasqua ebrea.
Decise anche che la data nel calendario della Pasqua di Resurrezione
fosse calcolata ad Alessandria, allora principale centro astronomico del
mondo. Tuttavia, la determinazione esatta della data risultò un lavoro
quasi impossibile in presenza delle limitate conoscenze astronomiche nel
secolo IV. La complicazione più grande si dovette allora alla differenza
tra il vero anno astronomico ed il calendario giuliano in uso. Questo
produsse che dopo i secoli, l'errore accumulato fosse importante.
Significò anche un problema serio la differenza di giorni, chiamato epacta,
tra l'anno solare e l'anno lunare di dodici lunazioni.
Il Papa Gregorio XIII nominò una commissione per rivedere il Calendario
Giuliano, in modo che la Pasqua continuasse coincidendo col principio
della primavera. Luigi Lilio Ghiraldi, o Aloysius Lilius, medico di
Verona, ideò il nuovo sistema; Cristóbal Clavius (1537-1612), astronomo e
matematico gesuita, fu chi fece i calcoli che lo servirono da base. In
marzo di 1582, il papa Gregorio XIII abolì il Calendario Giuliano, stabilì
il 1 di gennaio come comincio del nuovo anno e gli sottrasse 10 giorni in
forma che il venerdì 15 di ottobre seguisse al giovedì 4 di ottobre.
Questo accomodamento restituì nell'anno 1583 l'equinozio primaverile al 21
di marzo, data in cui tale equinozio si prodursi nell'anno 325 del Sig. in
cui si riunì il Concilio di Nícea che prese l'accordo di celebrare la
Pasqua la prima domenica seguente alla Luna piena successa il 21 di marzo
o dopo questo giorno.
Nel Calendario Gregoriano il sistema bisextil differisce del seguito
per il Calendario Giuliano nel senso che gli anni che finiscono un secolo
non sono bisestili a meno che il numero di centinaia sia divisibile
esattamente per 400; così, per esempio, gli anni 2000 e 2400 saranno anni
bisestili, ma gli anni 2100 e 2200 non lo saranno. In 400 anni si
prodursi, pertanto, 97 anni bisestili invece di 100.
Estrapolando il calendario Gregoriano verso il passato, prima della sua
adozione, e convertendo le date del Giuliane, si ottiene il Calendario
Gregoriano Prolettico. Deve tenersi in conto che non esiste l'anno zero,
con quello che la data seguente al lunedì 1 di Gennaio dell'Anno 1 fu la
domenica 31 di Dicembre dell'anno 1 a. C., Date Gregoriane prolettiche che
concorda rispettivamente col lunedì 3 di Gennaio dell'anno 1 e domenica 2
di Gennaio dell'anno 1 nel Calendario Giuliano. In astronomia sé che si
considera l'anno zero, essendo questo coincidente con l'anno 1 a. C. nel
Calendario Gregoriano prolettico. A partire da qui, e più verso il
passato, in astronomia si impiegano anni negativi, in modo che coincidono
l'anno 2 a. C. con l'anno astronomico –1, e così via.
Il Calendario Gregoriano che accumula un errore di solo un giorno in
più di 3000 anni, fu adottato immediatamente per tutti i paesi cattolici e
la maggioranza dei protestanti, benché alcuni di questi differissero la
sua adozione abbastanza anni. Inghilterra, per esempio, non remplazó il
Calendario Giuliano per il Gregoriano fino all'anno 1752, al mercoledì 2
di Settembre di 1752 secondo il calendario Giuliano, seguì il giovedì 14
di Settembre di quello stesso anno 1752, secondo il Calendario Gregoriano,
e la confusione di date, imperante in quell'epoca nella Gran Bretagna e le
sue colonie per l'utilizzo simultaneo di entrambi i calendari, costituisce
ancora una difficoltà per gli storiografi. Come conseguenza di ésto,
risulta che benché tanto Cervantes come Shakespeare morisse
rispettivamente i Marte 23 di Aprile di 1616 in Spagna ed Inghilterra, nel
primo caso si applicava già il Calendario Gregoriano, mentre nel secondo
la data corrisponde al Calendario Giuliano. Perciò, Shakespeare morì i
Marte 3 di Maggio di 1616 secondo il calendario Gregoriano, non
coincidendo con Cervantes.
Tutti i paesi occidentali, e virtualmente il mondo intero civilizzato,
utilizzano oggi il Calendario Gregoriano.
La Chiesa Ortodossa propose un calendario simile al Gregoriano, ma nel
che la regola per stabilire gli anni bisestili è leggermente differente.
In questo calendario Ortodosso, gli anni multipli di 100, non sono
bisestili a meno che dividendo tra 9 si ottenga un resto uguale a 2 o 6.
Di questa maniera, il periodo completo di correzione è di 900 anni, tra i
quali ci sono 218 bisestili, poiché applicando la regola, ogni 900 anni si
eliminano 7 bisestili e 900/4=225, di dove 225-7=218. La durata mezza
dell'anno applicando questo calendario Ortodosso sarebbe di, 365 X 900
+218)/900 = 365,2422222 giorni mezzi, con quello che si stringe meglio che
il Gregoriano alla durata dell'anno tropico che è di 365,24219 giorni
mezzi. Nel Gregoriano lo scompiglio è di un giorno ogni 3226 anni, mentre
nell'Ortodosso è di un giorno ogni 31034 anni.
La Turchia adottò il Calendario Gregoriano in 1917; Grecia e la Chiesa
Greca Ortodossa, in 1923. Russia, dopo l'avere adottato inizialmente in
1918 e di avere provato durante il periodo 1923-40 diversi altri
calendari, finì adottandolo in 1940. Prima della Rivoluzione Bolscevico
che diede luogo alla nascita dell'Unione Sovietica, si usava in Russia il
Calendario Giuliano, per quello che detta Rivoluzione si chiamò la
Rivoluzione di Ottobre, poiché ebbe luogo i giorni Marte 24 e mercoledì 25
di Ottobre di 1917 secondo il Calendario Giuliano che concordano coi
giorni Marte 6 e mercoledì 7 di Novembre di 1917 nel Calendario
Gregoriano. Di essere stato in vigore il Calendario Gregoriano in Russia
in quell'epoca, si sarebbe chiamato la Rivoluzione di Novembre.
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