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ARTICOLI >> STORIA DEI CALENDARI - RIVOLUZIONARO

Il Calendario Rivoluzionario, o anche chiamata Repubblicana, entrò in vigore in Francia il giorno 24 di Ottobre di 1793, qualcosa più di un anno dopo la proclamazione dell'I Repubblica Francese.
Durante la rivoluzione francese, il paese volle liberarsi dei suoi oppressori, e è in questo ambiente precursore dell'abolizione della monarchia e della nobiltà nel che incomincia a discutersi il Calendario Gregoriano, utilizzato fino ad allora. I primi attacchi contro il calendario convenzionale si erano prodursi già in 1785 e 1788. Esisteva una certa intenzione di emancipare al calendario delle sue implicazioni cristiane. Dopo la presa dell'Orlatura in Julio di 1789, le domande per la riforma del calendario diventarono più poderose, ed in un principio il nuovo calendario andava ad incominciare col primo giorno di libertà (14 di Julio di 1789). In 1793, la Convenzione Nazionale nominò a Chiacchierare-Gilbert Romme come presidente del Comitato di Istruzione Pubblica, al quale lo fu raccomandato la riforma del calendario. Delle questioni tecniche si fecero carico gli scienziati matematico Joseph-Lois Lagrange e Gaspard Monge. I nomi dei nuovi mesi furono proposti per Phillipe Fabre d'Eglantine. Una squadra di scientifici, poeti, pittori, etc stavano lavorando durante vari mesi nell'elaborazione del nuovo calendario. Il risultato del lavoro di questa squadra fu inviato alla Convenzione Nazionale in Settembre di quello stesso anno. Questo lavoro fu accettato completamente, e si stabilì come legge il 5 di Ottobre. Entrò in vigore il 24 di Ottobre.

L'anno rimaneva diviso in 12 mesi, di 30 giorni ognuno, e suddivisi in tre periodi di 10 giorni conosciuti come decadi; l'ultimo giorno di ogni decade era di riposo. Si considerò opportuno dividere il tempo in intervalli di dieci giorni invece di sette, poiché il dieci è la base del sistema di numerazione. I cinque giorni che rimanevano alla fine dell'anno, approssimativamente dal 17 al 21 di settembre nel Calendario Gregoriano, erano considerata festa nazionale, negli anni bisestili erano sei giorni invece di cinque. Il primo anno sotto il nuovo sistema si conobbe come An I, anno I, il secondo come An II, e così via.

I giorni della decade ricevevano i seguenti nomi:

  1. Prímidi

  2. Dúodi

  3. Tridi

  4. Quártidi

  5. Quíntidi

  6. Séxtidi

  7. Séptidi

  8. Óctidi

  9. Nónidi

  10. Décadi

Con questo, i tradizionali giorni della settimana: Lunedì, Marte, eccetera, rimanevano nella dimenticanza. Ha una gran importanza culturale sulla società la sparizione della tradizionale settimana di sette giorni, nel mondo giudeo-cristiano ed islamico.

Invece dei santi associati ad ogni giorno nel calendario cristiano, nell'almanacco rivoluzionario apparivano soci ad ogni giorno i nomi di diversi oggetti bucolici per la contemplazione giornaliera. Questi consistevano in differenti coltivazioni, frutte e fiori per i giorni lavorativi, per il decimo giorno si associava qualche strumento utilizzato nell'agricoltura. Per il quinto giorno un animale, anche relazionato con l'agricoltura.

Si decise anche che l'anno doveva cominciare quando La Terra passa per qualche punto importante della sua orbita, non mangio nel Gregoriano e Giuliano, calendari nei quali l'anno comincia in un punto abbastanza arbitrario, l'uno di Gennaio, che negli ultimi secoli, per pura casualità, è prossimo al passo della Terra per il perielio. si prese la decisione che l'anno nel Calendario Rivoluzionario dovrebbe cominciare con l'equinozio di autunno. Questa decisione è una dimostrazione più dell'importanza che durante la Rivoluzione Francese, si concedè alla Ragione nel momento di organizzare la società umana. Di questa maniera, il calendario potrebbe adattare molto meglio alle attività dell'agricoltura, anche al corso accademico che deve cominciare dopo il riposo estivo, etc. Casualmente la proclamazione dell'I Repubblica Francese il 22 Settembre di 1792 (1 di Vendemmiaio dell'año1) coincide con l'equinozio di autunno di quell'anno.

I nomi dei mesi, scelti per Fabre d' Eglantine, pretendevano di stare in armonia con la natura. Questi nomi facevano riferimento ai cambiamenti del tempo propri di ogni epoca dell'anno, o evocavano poeticamente all'anno agricolo.

Si assegnarono tre mesi ad ogni stazione, tutti di identica durata: 30 giorni,; i tre mesi dell'autunno si chiamarono: Vendemmiaio (mese della vendemmia), Brumario (mese delle nebbie) e Frimario (mese dei ghiacci); i mesi dell'inverno, Nivoso (mese delle nevi), Piovoso (mese delle piogge) e Ventoso (mese del vento); i mesi della primavera, Germinale, mese del germoglio dei semi, Floreal (mese dei fiori) e Pradial (mese dei prati), ed i mesi di estate, Mesidor (mese dei raccolti), Termidoro (mese del caldo) e Fructidor (mese dei frutti).

Può osservarsi che secondo la stazione dell'anno i termini dei nomi dei mesi cambiano. Così abbiamo che i mesi dell'autunno finiscono in-ariano. I mesi dell'inverno in-orso, quelli della primavera in-all'e quelli dell'estate in-dor.

Alla fine del mese di Fructidor, finale dell'estate, dovevano aggiungersi cinque giorni addizionali, o sei quando l'anno era bisestile. Questi giorni speciali che erano festivi ricevevano i seguenti nomi:

  • Giorno della Virtù.

  • Giorno del Sapere.

  • Giorno del Lavoro.

  • Giorno della Ragione.

  • Giorno della Gratitudine.

  • Giorno della Rivoluzione, solo in anni bisestili.

Ogni quattro anni si prodursi un anno bisestile, con l'eccezione che vedremo posteriormente, e pertanto esisteva il Giorno della Rivoluzione una volta ogni quattro anni. Questo periodo di tempo si conobbe come Franciada.

L'aggiungere i cinque Giorni Speciali o sei, in bisestili, alla fine dell'estate non si decise di forma gratuita. Si fece così perché in questo modo si riesce un migliore accomodamento con la durata delle stazioni dell'anno nell'emisfero Nord. La durata delle quattro stazioni non è la stessa, attualmente, negli ultimi e prossimi secoli non varia molto, la durata delle stazioni è la seguente:

  • Autunno: 89 giorni, 19 ore, 55 minuti.

  • Inverno: 89 giorni, 0 ore, 11 minuti.

  • Primavera: 92 giorni, 18 ore, 29 minuti.

  • Estate: 93 giorni, 15 ore, 12 minuti.

Di accordo con la cosa anteriore, la durata della Primavera e l'Estate è qualcosa di maggiore che quella dell'Autunno e l'Inverno. Questa è la ragione per la quale si scelse il fine dell'Estate per aggiungere i giorni addizionali.

Questo calendario finisce col problema inerente al Giuliano e Gregoriano, che ogni anno una data determinata cade in un giorno differente dalla settimana. Nel Calendario Rivoluzionario, una data data cade sempre nello stesso giorno dalla decade, non esistono settimane, o se si ama, le settimane sono di dieci giorni. per esempio, l'autore di questo documento nacque il giorno 5 da Pradial di 172, e celebrerà sempre il suo compleanno nel giorno Quíntidi della decade, indipendentemente dell'anno che sia. Questo suppone un gran vantaggio, poiché lo stesso calendario serve per tutti gli anni.

D'altra parte, col Calendario Gregoriano attualmente vigente, l'orario di risparmio di luce di estate implica il problema che deve produrre il cambiamento dell'orario di inverno a quello di estate e viceversa, sempre per una fine settimana per non pregiudicare alle attività delle imprese, e questo significa che ogni anno sarà in un giorno differente del mese. Se si usasse il Calendario Rivoluzionario, il problema rimarrebbe ovviato. L'orario di estate cambierebbe sempre durante la notte il 30 di Ventoso al 1 di Germinale, e quello di inverno durante la notte del 30 di Vendemmiaio al 1 di Brumario. Tutti gli anni cadrebbero i cambiamenti di orari nello stesso giorno dalla decade.

Può accusare il Calendario Rivoluzionario di stare concepito direttamente per l'Emisfero Nord, e si starà nella cosa certa. Comunque, nell'Emisfero Meridionale sarebbe anche uguale di ben regolato alle stazioni dell'anno, ma cambiando Primavera per Autunno, ed Estate per Inverno. Evidentemente i nomi dei mesi sono pensati per l'Emisfero Nord, e bisognerebbe assumere che nell'Emisfero Meridionale avremmo caldo in Nivoso e freddo in Termidoro. Attualmente anche abbiamo in detto emisfero caldo in Gennaio e freddo in Agosto.

Gli anni bisestili seguivano per la sua determinazione, una regola differente alla quale utilizza il Calendario Gregoriano, e più perfetta. Ogni quattro anni esisteva un bisestile, eccetto ogni 128 anni, poiché durando approssimativamente l'anno giuliano 11 m e 14 s più che l'anno tropico, accumula un errore di un giorno ogni 128 anni. Perciò, in un intervallo di 128 anni esistevano 31 bisestili invece di 32. Di questa maniera si riesce un maggiore avvicinamento alla durata dell'anno tropico che quella che si capisce col Calendario Gregoriano.

In questo modo si ottiene che il periodo di correzione sia di solo 128 anni, invece dei 400 del Gregoriano, ed inoltre ottenere una maggiore precisione.

Evidentemente, come il Calendario Rivoluzionario stette in vigore durante meno di 15 anni, non arrivò mai a mettersi completamente in pratica la norma degli anni bisestili.

C'è anche un altro miglioramento rispetto al Gregoriano e Giuliano, e è che in questi ultimi, gli anni bisestili erano il 4, 8, 12... perché si raccontava ogni periodo di 4 anni incominciando per 1, 2, 3 e 4. A differenza di questo, nel Calendario Rivoluzionario gli anni in un periodo di 4 si raccontano così: 0, 1, 2 e 3. in modo che gli anni bisestili sono il 3, 7, 11,.. anche L'anno 123 fu bisestile, ma non il 127, mentre l'anno 131 tornò ad esserlo. Sarà anche saltato l'anno 255 che non sarà bisestile. , Ancora mancanza molto per questo, poiché nel momento di scrivere queste linee stiamo ancora in Vendemmiaio di 207. Tutto questo in applicazione della norma del periodo di correzione di 128 anni. Inoltre, il giorno straordinario che si aggiunge, Giorno della Rivoluzione, è l'ultimo giorno del periodo di 4 anni. Invece nel Gregoriano, il giorno straordinario, che era il 29 di Febbraio, è situato in un posto completamente arbitrario. Tutti questi dettagli fanno al Calendario Rivoluzionario essere molto più razionale degli altri.

In quanto ad esattezza, tenendo in conto che attualmente la durata mezza dell'anno tropico è di 365,24219 giorni mezzi, nel Calendario Rivoluzionario la durata mezza dell'anno è di (, 365*128)+31)/128=365,2421875. mentre nel Calendario Gregoriano è di (, 365*400)+97)/400=365,2425. affinché si accumuli un giorno di errore nel Calendario Gregoriano dovrebbero trascorrere 3226 anni, mentre nel Rivoluzionario: niente meno che 400000 anni!. Evidentemente la cosa anteriore sarebbe certo del tutto se la durata mezza dell'anno tropico Lei mantenesse costante col passo dei secoli, cosa che non succede nella realtà. Ma comunque, l'evoluzione che presenterà nei prossimi secoli, farà che il Calendario Rivoluzionario sia abbastanza più esatto che il Gregoriano.

Questo calendario stava dentro le misure avviate alla sostituzione degli antichi sistemi tradizionali di misurazione e peso, per il sistema metrico decimale, molto superiore dal punto di vista razionale.

Può considerarsi anche fino ad un certo punto un tentativo di scristianizzazione della società, poiché i Calendari Giuliano e Gregoriano utilizzati fino ad allora, hanno importanti implicazioni cristiane. Il concetto di settimana di sette giorni è fortemente radicato nelle tre grandi religioni monoteistiche, e la sua sostituzione per il decade di dieci giorni molto più razionale, pretende di diminuire l'influenza sulla società della tradizione culturale di tali religioni, specialmente la cristiana. Non deve dimenticarsi che fu abolito nella Francia Rivoluzionaria il cristianesimo, ed instaurato il culto alla Ragione. Utilizzando un nuovo calendario completamente basato nella Ragione, ed abbandonando il calendario cristiano anteriore, molti rivoluzionario confidavano in che qualcosa che tanto importante influenza ha nella società nella sua vita giornaliera, come è il calendario, aiuterebbe l'uomo a dimenticare l'influenza del cristianesimo che non consideravano troppo positiva. La posizione della Chiesa di allora quello, favorevole al mantenimento dell'antico regime, non sembrava avere alcuni ideali troppo coincidenti con quelli della Rivoluzione: Libertà, Uguaglianza e Fraternità.

Durante gli anni che stette in vigore, questo calendario funzionò di una forma molto soddisfacente in Francia, almeno internamente. I maggiori problemi erano causati per le comunicazioni col mondo esterno dove imperava il calendario Gregoriano.

Il Calendario Rivoluzionario fu abolito in agosto di 1805 per Napoleone.

Varie decadi dopo, in 1871 fu brevemente ripristinato per il Comune di Parigi, durante vari mesi.

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