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ARTICOLI >> IL BUDDISMO >> Il Buddismo č una religione?
Buddha non negņ esplicitamente l'esistenza degli dči brahmani, ma
questi -secondo la sua filosofia- non possono evitare all'uomo le
sofferenze della vita, per cui credere o non credere in loro non cambia le
cose. Il cammino che porta alla salvezza l'uomo - secondo Buddha - deve
trovarlo da solo. D'altra parte anche le divinitą sono, per il Buddismo, soggette al
samsara, e l'Assoluto o l'Eterno non corrisponde che al concetto di
Vacuitą (sunyata).
Il Brahman č il nulla (la differenza dall'Induismo č evidente).
Le domande metafisiche o teologiche sull'essenza del mondo,
sull'origine dell'universo ecc. vengono considerate inutili ai fini
dell'Illuminazione. Anche la Cosmogonia č ridotta a pochi enunciati. Il Buddismo vuole porsi come filosofia di vita e soprattutto come
pratica meditativa.
Nel momento dell'Illuminazione il Buddha avrebbe intuito un preciso
imperativo etico: "liberarsi dalle opinioni". L'atteggiamento quindi vuole
essere di tipo anti-dogmatico. "La dottrina č simile a una zattera" disse
il Buddha "serve per
attraversare e non trasportarsela sulle spalle".
Questo ovviamente non significa che il Buddismo, al pari di ogni altra
religione, non abbia i propri dogmi, i propri canoni, i propri riti e
persino il proprio misticismo.
Va inoltre considerato che se si accetta l'idea che la divinitą sia il
"totalmente altro", non si puņ escludere l'ipotesi che il
Buddismo sia anche una religione.
č stata proprio questa particolare forma di "ateismo
implicito" o, se vogliamo, di "apofatismo religioso" che
per molti intellettuali occidentali ha fatto del Buddismo un oggetto di
interesse e di studio: si pensi a Schlegel, a Schleiermacher, ma
soprattutto a Schopenhauer, a Hesse (di quest'ultimo č famoso il libro
Siddharta). In Italia molto noto fu il libro di Liliana Cavani, Vita di
Milarepa. Grande successo ha avuto il recente film di B. Bertolucci,
Piccolo Buddha.
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