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ARTICOLI >> IL BUDDISMO >> Testi canonici
I testi sacri riconosciuti come autentici dal Buddismo sono raccolti in
due Canoni, denominati, in base alle scritture usate, Pali e Sanscrito.
Il Canone Pali (deciso nel I sec. a.C.) è chiamato anche Tripitaka,
perché raggruppa il corpus in tre parti (o "Tre canestri":
infatti i libri di ogni raccolta, scritti su fogli di palma, potevano
essere contenuti in una cesta). Esso rappresenta una sintesi delle
dottrine predicate dal Buddha o a lui attribuite e delle teorie elaborate
dalla scuola Hinayana.
La prima cesta (Vinaya) comunica le regole da osservare nelle comunità
monastiche; essa si compone di tre raccolte di libri: sono talmente
voluminosi che per leggerli tutti, al Concilio di Rangoon (1954), ci
vollero 169 sedute in 46 giorni; la seconda cesta (Sutra) parla delle
conversazioni di Buddha coi suoi discepoli ed è il doppio della prima; la
recita dei sutra è la base del culto e della meditazione di monaci e
laici.
Il loro linguaggio è poetico, le composizione sono ritmiche, molto
convincenti le spiegazioni di difficili tematiche spirituali e
psicologiche.
Questa cesta contiene anche 547 leggende relative alle esistenze
precedenti del Buddha; la terza cesta (Abhidarma) fornisce la spiegazione
dei principali dogmi del Buddismo contenuti appunto nel Sutra
(metafisica). Questi testi sono stati composti da ignoti autori dal III al
I sec. a.C. e sono ad uso degli specialisti.
Il Canone Sanscrito, nato circa sei secoli dopo la morte del Buddha,
varia molto, come suddivisione e denominazioni, da Stato a Stato. Esso
sostanzialmente è legato alla scuola Mahayana. Questa tradizione, i cui
testi sono molto estesi, sostiene che Buddha avrebbe riservato la parte
più sottile della sua verità alle generazioni posteriori. Un'edizione
del Canone buddista, il Taisho Shinshu, stampato a Tokyo, comprende ben
100 volumi e fa capire la necessità di dover scegliere una "pars pro
toto" per la fede personale. Tra le numerose scritture del Mahayana
meritano d'essere ricodarte La sutra della perfetta sapienza e soprattutto
il Libro Tibetano dei morti, che suscitò grande interesse in Occidente.
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