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ARTICOLI >> IL BUDDISMO >> Espansione
geografica e declino storico
Poiché nel Buddismo non esiste alcunché di etnocentrico, la sua
diffusione fu quasi immediata. Nel I sec. della nostra era aveva già
raggiunto la Cina; i cinesi lo portarono in Corea e, nel VI sec., i
coreani lo introdussero in Giappone, dove, in meno di 50 anni, divenne la
religione di stato (VII sec.).
Al di fuori dell'India, il Buddismo riuscì facilmente a soppiantare i
vecchi culti, ma a condizione di trasformarsi in una religione emotiva e
ritualistica, disposta ad accettare varie divinità celesti e spiriti
infernali, facendo altresì largo uso della musica e delle arti
figurative, delle danze sacre e di fastose processioni.
La decadenza del Buddismo cominciò a verificarsi a partire dal VII
sec., dapprima in India, con la rinascita del Brahmanesimo, poi,
soprattutto nei secoli IX-XV, in Asia centrale, Afghanistan, Indonesia e
di nuovo in India, a causa delle invasioni musulmane.
Si calcola che almeno 200 milioni di buddisti, che si trovavano in
Pakistan e Bangladesh, vennero convertiti a forza all'Islam. A tutt'oggi
è rimasto religione di stato solo in Thailandia e Buthan.
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