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ARTICOLI >> IL BUDDISMO >> Iconografia
Per quasi quattro secoli la raffigurazione umana del Buddha, in
osservanza alla liturgia aniconica delle primitive scuole buddiste, si
limitava a semplici immagini simboliche: impronta dei piedi, un trono
vuoto, un turbante, un cavallo senza cavaliere.
Attraverso la diffusione del Buddismo nel mondo asiatico, e grazie
soprattutto all'emergere della tradizione mahayana, si attuarono, a
partire dal II sec. d.C., sensibili modificazioni nell'iconografia. Il
Buddha in sostanza diventa un "superuomo", con un corpo
"glorioso": il turbante, nella statuaria, č stato tradotto come
una protuberanza del cranio; l'urna tra le sopracciglia; l'impronta della
ruota della Legge sul palmo della mano o sulla pianta dei piedi; il lobo
delle sue orecchie tre volte pił lungo del normale.
Il Buddha esprime, a seconda degli atteggiamenti, meditazione,
rassicurazione, caritą, testimonianza (nell'iconografia tantrica il fiore
di loto rappresenta la compassione).
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