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ARTICOLI >> IL BUDDISMO >> La Meditazione
Il mezzo fondamentale per percorrere l'Ottuplice sentiero è la
Meditazione, che si sviluppa su due linee diverse e complementari:
Acquietamento o Purificazione
Si propone una condizione di totale trasparenza immobile della
coscienza (atarassia). Consiste nel focalizzare l'attenzione su un solo
punto, che in realtà è un'immagine simbolica, da utilizzare come
supporto per il processo, operando una graduale esclusione degli stimoli
sensoriali periferici, che sono i desideri di essere stimolato,
avversione, torpore, irrequietezza, scetticismo.
L'atto meditativo di volge sul medesimo pensiero dell'asceta, il quale
raggiunge i primi quattro livelli di perfezione: quieta felicità, fine
del pensiero logico - discorsivo, fine dei fattori emotivi, fine del senso
di felicità/infelicità.
La "cosa" si tramuta nel
"concetto" e il mondo viene appreso "così com'è".
Il pensiero diventa consapevolezza universale.
Visione penetrativa o Intuizione
Consiste in una vigile attenzione rivolta ai fatti fisici, anche minimi, e
ai processi mentali.
Conduce a una serie di approfondite purificazioni del pensiero, il quale
deve giungere alla consapevolezza che l'essenza degli elementi della
realtà è data dallo stesso pensiero che se li rappresenta, ma che, di
per sé, è inesistente. La realtà va sperimentata come
"vuoto", in particolare come vuoto "noetico", al quale
cioè corrisponde la condizione soggettiva di "estinzione"
(Nirvana), in cui soggetto e oggetto devono identificarsi, altrimenti, di
fronte al "nulla" che spiega le cause, l'io potrebbe disperare.
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