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ARTICOLI >> IL BUDDISMO >> Le prime comunità
Nei primi tempi della sua predicazione, il Buddha non ebbe in mente
d'imporre una particolare disciplina monastica. Dovrà però farlo quando
si troverà ad essere il capo di un Ordine.
All'inizio i discepoli provenivano dai ceti più elevati. Venivano esclusi
i debitori, gli schiavi, i malati contagiosi, gli incurabili, gli eunuchi,
gli assassini, i minori di 15 anni di età e coloro i cui tutori legali si
opponevano.
Le maniere di vivere il Buddismo sono, ancora oggi, fondamentalmente
due: l'appartenenza all'Ordine composto da monaci (bhiksu) o monache (bhiksuni)
e la confraternita dei laici (upasaka).
Il monaco deve avere la testa rasata, non deve portare barba e baffi; la
sua tunica deve essere ampia e di colore giallo-arancione; una ciotola
appesa alla cintura sta a indicare che la questua è il suo unico mezzo di
sostentamento; il suo vitto-base dovrebbe essere costituito da pane e
acqua, brodo e riso cotto, e comunque egli non deve ingerire alcun
alimento solido tra mezzogiorno e l'alba del mattino successivo. Unici
oggetti personali, oltre a quelli detti, un paio di scarpe,un rasoio, un
ago (per tunica, saio e mantello) e un filtro per l'acqua.
Egli non può esercitare un mestiere remunerato e può ricevere doni
solo in natura, non in denaro.
Il celibato è d'obbligo.
Il monaco pratica, circa una volta al mese, la confessione pubblica delle
proprie colpe, guidata dal monaco più anziano: sono previste le relative
penitenze, specie per chi non si pente (i precetti sono 227).
Il monaco non deve essere causa di dolore per alcun essere vivente
(animali inclusi).
Sul piano rituale, il Buddismo rifiuta le cerimonie raffinate tipiche
del brahmanesimo e proibisce ovviamente i sacrifici di animali. Il culto
è diretto da monaci che leggono i testi canonici; i laici non prendono
parte attiva alle cerimonie divine.
I monaci devono essere continuamente in viaggio per diffondere la Legge
del Buddha: non hanno quindi fissa dimora; i monasteri sono solo luoghi
d'incontro per i giorni di ritiro e per il periodo delle piogge
(luglio-ottobre), in cui vige la proibizione di uscire dal monastero,
anche per la questua. Possono anche curare l'istruzione religiosa dei
giovani.
Molto praticati i pellegrinaggi presso i luoghi che ricordano le tappe
della vita del Buddha.
Non avendo lo stato monacale un valore di investitura divina, il monaco
può tornare allo stato laicale se non ha più intenzione di seguire le
regole dell'ordine.
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