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REIKI >> IL BUDDHA NELL'ATTO DI DONARE
Il
Buddha nacque il 18 ottobre del
565 A.C. a Kapilavastu, nell'India settentrionale, e
morì il 25 maggio 483 A.C. (a 82 anni). Egli crebbe nella principesca corte patema, a Kapilavastu.
A 29 anni abbandona casa e famiglia (moglie e figlio) perché la sua
nobile mente non poteva trovare alcuna soddisfazione nella ricchezza. Per
lunghi anni, alla pari degli altri asceti del suo tempo, egli si sottopose
a terribili mortificazioni e penitenze, finché riconobbe che queste lo
portavano a perdizione, non a salvazione, e le rigettò per sempre.
A 35 anni, con pura e profonda meditazione, egli aveva scorto l'origine
del dolore e la via per la sua dissoluzione, e da questo sapere era sorto
in Lui il risveglio.
Gautama era ora divenuto un Risvegliato, un Buddha un essere senza mania,
creando per pietà verso gli altri esseri la sua incomparabilmente
stupenda dottrina.
Per lunghi 45 anni insegna a Re ed artigiani, sacerdoti e borghesi, savi e
stolti, buoni e cattivi.
I suoi discepoli ne avevano, come era ed è costume nell'India fin dai
tempi dei tempi, fedelmente serbato a memoria, sillaba per sillaba, i suoi
discorsi riportandoli su foglie di palma e conservandoli per più di due
millenni nei chiostri o conventi di Seilon. Negli insegnamenti del Buddha,
trascritti da un ignoto discepolo mentre Buddha parlava, il Dottor Usui
trovò le formule, i simboli e la descrizione di come il Buddha operava le
guarigioni.
E così, dopo un lavoro durato sette anni, Mikao Usui aveva trovato ciò
che cercava, ma non completamente. Sebbene avesse scoperto la conoscenza,
egli non aveva il potere di guarire. Discutendo di questo con il suo
vecchio amico abate, Usui decise di andare in meditazione su una montagna,
alla ricerca del potere della guarigione.
L'abate gli disse che sarebbe stato pericoloso e che avrebbe rischiato la
vita, ma Usui rispose che era giunto fino a questo punto e non sarebbe
tornato indietro.
Scalò una delle montagne sacre del Giappone e rimase in meditazione per
ventuno giorni.
Il primo giorno pose ventuno sassolini davanti a sé, ed
ogni giorno che passava ne gettava via uno.
Il ventunesimo giorno, il Dottor Usui ebbe la visione di un raggio di luce
che dal cielo veniva velocemente verso di lui. Nonostante avesse paura,
non si mosse, fu colpito dalla luce e cadde per terra. Poi, in rapida
successione vide comparire dinanzi a sé, sotto forma di bolle di luce, i
simboli che aveva scoperto nei suoi studi, la chiave per la guarigione
usata dal Buddha e da Gesù.
I simboli ardevano imprimendosi nella sua memoria.
Quando si risvegliò, il Dottor Usui non sentiva più la stanchezza, la
rigidità e la fame, come nei momenti che avevano preceduto il suo ultimo
giorno di meditazione.
Egli si alzò e si incamminò lungo la via del ritorno, giù per la
montagna. Lungo la strada urtò un piede strappando indietro l'unghia
dell'alluce ed il dolore fu lancinante. Così, prese l'alluce tra le sue
mani e dopo qualche minuto il dolore scomparve e l'emorragia si arrestò.
Giunto a valle, si fermò presso il chiosco di un venditore ambulante e
chiese di poter mangiare.
Il vecchio del chiosco, vedendo la lunghezza della barba e la condizione
dei suoi vestiti, capì che era stato digiuno per lungo tempo e gli disse
che ci sarebbero voluti solo pochi minuti per preparare il cibo.
Accompagnò il Dottor Usui ad una panchina sotto un albero e lo fece
sedere. Presto giunse la figlia dell'uomo con il cibo. Guardandola il
Dottor Usui si accorse che ella aveva pianto e che una delle sue guance
era gonfia ed arrossata.
Le domandò cosa fosse accaduto ed ella gli rispose che aveva mal di denti
da tre giorni.
Lui le chiese di poterle toccare il viso, e con il suo permesso le prese
le guance fra le mani. In pochi minuti il dolore passò e il gonfiore
iniziò a diminuire. Tornato al monastero in serata, il Dottor Usui fu
informato che il suo amico abate era a letto a causa di un doloroso
attacco di artrite.
Dopo aver fatto un bagno ed aver mangiato qualcosa, lo andò a trovare e
con le mani che avevano il potere di guarire gli alleviò il dolore.
Nei sette anni che seguirono, il Dottor Usui lavorò in Giappone, presso
un campo di mendicanti, guarendo gli ammalati. Quelli che erano giovani ed
abili furono messi nelle condizioni di avere un lavoro. Dopo sette anni,
si accorse che coloro che aveva aiutato, tornavano al campo nelle stesse
condizioni in cui li aveva trovati.
Chiese loro perché fossero ritornati ed essi risposero che preferivano il
loro vecchio modo di vivere.
Il Dottor Usui si rese conto che aveva guarito il corpo fisico dai
sintomi, ma non aveva insegnato loro ad apprezzare la vita o un nuovo modo
di vivere.
Così, lasciò il campo dei mendicanti per insegnare a coloro
che desideravano sapere di più. Insegnò loro come guarire se stessi e
diede ad essi i Princìpi del Reiki per aiutarli a guarire i loro
pensieri.
Uno di questi studenti, Chujiro Hayashi, un ufficiale della marina in
congedo, cercava una via per aiutare gli altri.
Egli incontrò il Dottor Usui, fu da lui iniziato e si coinvolse
profondamente nella pratica del Reiki.
Quando Usui sentì che la sua vita era prossima alla fine, riconobbe il
Dottor Hayashi come il Maestro del Reiki e lo incaricò di conservare
intatta l'essenza dei suoi insegnamenti.
Il Dottor Hayashi, consapevole dell'importanza del sistema e sostenendone
la conoscenza, fondò una clinica a Tokyo dove la gente veniva curata e
poteva apprendere l'uso del Reiki. Vi erano anche terapeuti che andavano a
trattare persone che non potevano recarsi presso la clinica. Hayashi
produsse un'ampia documentazione che dimostrava come Reiki trova la fonte
dei sintomi fisici, riempie la vibrazione o il bisogno di energia, e
rigenera il corpo nella sua totalità.
Un giorno, nel 1935, una giovane donna giunta dalle Hawaii, venne
accompagnata in clinica da un impiegato di un ospedale chirurgico di
Tokyo.
Questa donna, Hawayo Takata, era venuta in Giappone per essere operata di
un tumore.
Nell'ospedale, mentre si preparava all'intervento chirurgico, sentì che
non era necessario farsi operare e che c'era un'altra via.
Era stata
guidata verso il Reiki.
Con le esperienze vissute presso la clinica ed i
trattamenti ricevuti, la malattia fu alleviala e nella Signora Takata
crebbe il desiderio di imparare il Reiki.
Quando la cura fu quasi terminata, ella domandò di essere ammessa ad un
corso di introduzione. La sua richiesta venne rifiutata. Takata comprese
che doveva dimostrare un profondo impegno verso il Reiki. Andò dal Dottor
Hayashi, gli parlò dei suoi sentimenti e della sua volontà di rimanere
in Giappone per il tempo necessario, ed egli le consentì di iniziare il
tirocinio.
La Signora Takata, insieme alle sue due figlie, rimase in Giappone per un
anno ad imparare, presso la famiglia del Dottor Hayashi, e guidata da lui
ella praticò Reiki quotidianamente. Quando entrambi sentirono che il
tirocinio era completo, Takata tomo nelle Hawaii con il dono del potere di
guarigione.
Nelle Hawaii, Takata ebbe molto successo e poco tempo dopo il
Dottor Hayashi andò a trovarla accompagnato dalla figlia.
Essi trascorsero diversi mesi assieme, ad insegnare e a praticare Reiki.
Nel febbraio del 1938, Hawayo Takata fu iniziata come Maestra del Sistema
Usui per la Guarigione Naturale. Subito dopo l'iniziazione, Hayashi e sua
figlia ritornarono in Giappone.
Il Dottor Hayashi ebbe il presentimento che una guerra fra Stati Uniti e
Giappone era imminente.
Non poteva conciliare l'essere Maestro di Reiki e il dover servire di
nuovo la marina. Così, iniziò a mettere in ordine gli affari di casa.
Nelle Hawaii, durante questo periodo, la Signora Takata fece un sogno
premonitore che le causò gravi inquietudini. Seppe che doveva tornare m
Giappone per essere con il Dottor Hayashi. Quando vi giunse, il Dottor
Hayashi le disse molte cose: che la guerra era imminente, chi avrebbe
vinto, quello che ella doveva fare e dove doveva andare per evitare
pericoli quale cittadina Giapponese-Americana con residenza nelle
Hawaii.
Tutte queste cose che egli aveva previsto, le furono comunicate per la sua
protezione e per preservare la conoscenza del Reiki. Quando terminò di
curare i suoi affari e tutto fu in ordine, il Dottor Hayashi riunì la sua
famiglia assieme ai Maestri di Reiki. Pronunciò le sue ultime parole e
dopo aver riconosciuto la Signora Takata come suo successore nel Reiki,
salutò tutti. Seduto nella maniera tradizionale e vestito con gli abiti
tradizionali giapponesi, Hayashi chiuse gli occhi e lasciò il corpo.
Guidata da Hayashi, Takata terminò il suo lavoro in Giappone e ritornò
nelle Hawaii.
Lì tomo come Maestra del Reiki. Ella dimostrò grande impegno durante
tutta la sua vita, insegnando a praticando Reiki. Diventò una potente
guaritrice e una grande maestra, ed introdusse il dono del Reiki nel Mondo
Occidentale. Da bambina, Phyllis Furumoto ricevette l'iniziazione al primo
livello da sua nonna, Hawayo Takata, che ella curava quando si recava a
farle visita. La vita di Phyllis fu indirizzata verso l'università e poi
verso la camera.
Nonostante le continue richieste della Signora Takata
affinché ella studiasse , Phyllis si sentiva troppo occupata. Poi
alla fine degli anni settanta, all'età di ventisette anni, Phyllis
accettò l'iniziazione al secondo livello e cominciò il suo tirocinio con
Takata.
Nella primavera del 1979, dopo un mese di meditazione, Phyllis decise di
viaggiare e di lavorare con sua nonna. Poco prima del suo primo viaggio,
la Signora Takata iniziò Phyllis come Maestra.
Da quel momento in poi, lo
studio ed il tirocinio divennero impegnativi.
Durante le lezioni dell'anno seguente, Phyllis apprese che doveva
succedere a Takata Sensei nel lignaggio del Reiki. Poco dopo questo
riconoscimento di Phyllis come la Maestra del Reiki, Takata lasciò il
corpo nel Dicembre del 1980. Negli anni che seguirono la morte di
Takaia,
Phyllis crebbe nella piena accettazione del compito che le era stato
affidato e nella comprensione della responsabilità per il ruolo che
occupava.
Ella è l'esempio di quello che accade quando una persona accetta la forza
dell'energia del Reiki come insegnamento e guida nella vira.
Oggi, il Sistema Usui per la Guarigione Naturale viene praticato in tutto
il mondo. Tu sei pane di questa storia. Con la tua volontà di diffondere
questo dono. tu sostieni e realizzi il senso della vita.
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